Da alcuni anni, precisamente dagli “anni del covid” non era più stata proposta. Un paio d’anni fa un parrocchiano l’aveva rievocata: “don, facciamo ancora la processione di S.Giulio!” Il sottoscritto rispose: “se trovi otto uomini che si alternino nel portare la statua…”. Non si trovarono le otto persone e non se ne fece niente.
Quest’anno invece San Giulio ritorna!
Sabato 31 gennaio, al termine della S.Messa prefestiva, la statua di San Giulio sarà riportata nelle nostre strade in onore del Santo e nella preghiera perché interceda presso Dio per la nostra Comunità Cristiana. Il ritorno di San Giulio prete è nella richiesta di alcuni parrocchiani per mostrare nuovamente la propria fede e nell’invito a tutta la Comunità a ricostruire la Chiesa.
Si ricorda che il Santo giunse nel quarto secolo dopo Cristo in questi luoghi e, come missionario, edificò cento chiese, l’ultima sull’isola del Lago d’Orta. Cento chiese di pietre per edificare cento Chiese di pietre vive. Nello stesso giorno, sempre il 31 Gennaio, ricordiamo anche San Giovanni Bosco, patrono dei nostri Oratori di Cittiglio e Brenta. La distanza tra loro di circa 15 secoli è superata dalla comune identità di essere preti e quindi costruttori della Chiesa in quanto educatori.
Questa nuova processione sia allora il segno di un ritorno di San Giulio e del ritorno della nostra fede che ultimamente, se non scomparsa, si è certamente un po’ “assopita”.
Mentre vediamo un’umanità che sta sperimentando le conseguenze disastrose di quest’abbandono di Dio e del Vangelo di Cristo, dopo la chiusura del Giubileo della Speranza, San Giulio ritorna e ci invita alla conversione e a “cacciare draghi e serpenti” per riprendere la vita con vera speranza.
d.Livio
“Non temere”
di Costanza Miriano (da “Il Timone”)
Attraversiamo un inedito momento di paura e disorientamento da questa parte del mondo, che era stata finora quella tranquilla, quella con la pancia e il frigo pieni, i viaggi a portata di tutti, i guardaroba da cambiare ogni anno. È un momento mai vissuto prima, da chi ha meno di ottanta anni. Ora si sentono parole nuove, si si parla di razionamento e guerre sempre più alle porte, si avverte un cambiamento d’epoca.
Il mondo non trova di meglio da fare che rassicurare, distrarre, magari divanizzando sempre più la gente, perché si accontenti del poco che è rimasto, basta che ci sia una serie tv da vedere, e poi un’altra e un’altra ancora.
E noi? Noi cristiani come rispondiamo alla paura? Nella Bibbia è ripetuto 365 volte “non temere” (confesso, non le ho contate, ma mi fido). Quindi Dio non vuole che abbiamo paura, o meglio non vuole che rimaniamo nella paura, la quale di per sé è un’emozione utilissima. La paura, infatti, ci avvisa del fatto che c’è un pericolo. Senza di lei, uno si sporgerebbe oltre la prudenza su uno strapiombo, si tufferebbe tra le onde, andrebbe sparato in curva. L’unica cosa da non fare con la paura è proprio non ascoltarla, magari cercando distrazioni.
Quindi, ascoltiamola, e cerchiamo di capire cosa vuole dirci Dio facendoci attraversare un territorio nuovo.
Anche se sono femmina, questa volta cercherò di trattenermi, e di non parlare per qualcun altro (visto che questo qualcun altro è Dio forse posso farcela, una volta tanto). Perciò non so cosa ci stia dicendo Dio.
Quello di cui sono certa è che attraversare questo cambiamento non è una maledizione, questo è un buon momento per vivere, è il momento opportuno, è il kairòs, perché Dio fa bene tutte le cose, e sa rendere buone le circostanze in cui siamo chiamati a stare.
Quindi, benedetta sia la paura, se ci sta avvisando che è il momento di cambiare vita, o meglio di stare con un cuore nuovo in questa vita. Perché alla fine questa inedita incertezza è in realtà la verità su di noi. Adesso forse ci è un po’ più evidente che i ponteggi su cui ha costruito le sue torri l’uomo occidentale negli ultimi decenni – abbondanza, programmazione, salute garantite e molto altro – sono in realtà piuttosto fragili, e non sono garantiti.
Sia chiaro, io non sono affatto per la decrescita felice. La sicurezza economica e la salute sono benedizioni: il salmista chiede a Dio di dargli i beni che gli servono, “non troppi perché non mi dimentichi di te, non troppo pochi perché io non ti maledica”. Ma le condizioni materiali sono solo dei mezzi per stare nel mondo e costruire il regno dei cieli, cioè amare e soccorrere i fratelli, non sono il fine per consolarci del fatto di essere vivi e chiuderci nella nostra torre, purché dotata di wifi.
Quindi, nessuna paura. Andiamo incontro al cambiamento, cercheremo di stare meglio che potremo nelle nuove circostanze, se dovessero cambiare così drasticamente come da più parti ci dicono. D’altra parte diverse profezie mariane, anche riconosciute dalla chiesa, ci stavano preparando da anni. E noi non avremo paura… perché saremo pronti.
Vita di Comunità, è accaduto...
A. Don Giuseppe Cola ci ha lasciati (1 Maggio 2025)
Nella mattinata di giovedì primo Maggio 2025, Don Giuseppe Cola, è tornato alla casa del Padre all’età di 79 anni. Don Giuseppe è stato parroco a Cittiglio dal 1991 al 2012 e ha lasciato un duraturo ricordo nella nostra comunità parrocchiale. I funerali si sono svolti nella chiesa parrocchiale di Pognana Lario, dove era stato destinato dopo l’esperienza cittigliese. Numerosi i Cittigliesi che hanno partecipato alle esequie.
B. Processione straordinaria per il Giubileo (5 Settembre 2025)
In occasione dell'Anno santo, durante la Festa della Beata Vergine delle Grazie, si è tenuta una speciale processione nella quale la statua della Madonna è stat portata per le vie del paese. Ecco alcune foto dell'avenimento:
C. Torneo di Burraco in Oratorio (13 Settembre 2025)
Organizzato dagli "Amici della Cappelletta di San Rocco", la sera del 13 Settembre, ha raccolto in oratorio numerosi agguerriti giocatori. E' stata una serata trascorsa in compagnia e in amicizia, pur senza rinunciare allo spirito competitivo. La serata è stata molto apprezzata dai numerosi partecipanti.
D. Lancio Catechesi 2025-2026 a Brenta (12 Ottobre 2025)
Con una bella iniziativo i gruppi di catechismo di Cittiglio e Brenta hanno incominciato il cammino della Catechesi 2025-2026 insieme. Tutti i ragazzi, i catechisti e gli animatori delle due parrocchie si sono incontrati presso la chiesa di San Vito e Modesto per la celebrazione eucaristica e hanno poi proseguito l'incontro con un momento di gioco nel cortile della chiesa. Si è poi preparato un grande cartellone sul quale ogni ragazzo ha incollato la sagoma di una scarpa, simbolo del cammino da fare insieme, con il suo nome, sotto la scritta "eccoci!". Un grazie sentito a tutti coloro che hanno contribuito al successo della manifestazione. Ora ci resta solamente da portare avanti il cammino negli incontri domenicali, sperando che la proficua collaborazione dei genitori che hanno aderito a questo speciale incontro, si confermi nel prosieguo del cammino annuale.
E. La scomparsa di Lucia (9 Dicembre 2025)
Ciao Lucia…
Sono tanti gli Amici che abbiamo salutato l’anno scorso per l’ultimo viaggio. Un ricordo particolare lo vogliamo fare a Lucia, una delle nostre bravissime catechiste.
Nonostante tutte le amorevoli cure, dopo oltre due mesi di ricoveri nei vari ospedali, il 9 dicembre veniva accolta tra le braccia del Padre. Ciao Lucia, da Lassù continua a intercedere e pregare per i tuoi cari, per tutti noi e per i tuoi amatissimi ragazzi!
A Dio!
F. Questi nostri presepi...
I nostri presepi, quelli che con tanta attenzione costruiamo nelle nostre case, fedeli alla tradizione e ai nostri ricordi lontani.
Così, attorno a questa consuetudine che rinnova un aspetto popolare del Natale, ci si abbandona alla costruzione di paesaggi dettati dalla nostra fantasia. Sono paesaggi a noi vicini o lontani, animati di figure che ci ripropongono le attività di un tempo, molte di queste oggi ormai scomparse.
Tra tante sirene che allettano le feste natalizie guardiamo anche verso la capanna di Betlemme e riscopriamo il valore del presepe, che trova nella semplicità di una ricostruzione fantasiosa, la sua vera ragione: quella di accogliere Gesù fatto Bambino, che puntualmente a dicembre ci chiede di entrare nella nostra intimità familiare e di aprire la porta del nostro cuore
SGT.
“Lavori in corso...”
A. Gli alberi di San Bernardo...
Gli alberi sul sagrato di S. Bernardo a Vararo sono belli, ma sono cresciuti troppo. Le loro foglie intasano le grondaie della chiesa e le loro radici, sempre più grosse, stanno creando preoccupanti crepe nel muro di contenimento del sagrato stesso. Occorre intervenire…
B. Problemi alle campane di San Quirico...
Nella seconda campana di S.Quirico si è prodotta una crepa che non è riparabile.
Occorre fonderne una nuova. Mille pratiche in corso per raggiungere il consenso dei vari enti preposti… speriamo di farcela !
C. Le date dei Battesimi 2026...